A Venezia il viaggio-fiume di Luca Guadagnino nel cinema di Bernardo Bertolucci: Joie de vivre

Joie de vivre

Joie de vivre

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Un’immersione monumentale tra archivi, ricordi e visioni del grande regista italiano.

Il dato che colpisce per primo è la durata: 435 minuti, cioè sette ore e un quarto. Joie de vivre, il nuovo documentario di Luca Guadagnino dedicato a Bernardo Bertolucci, non si presenta come un semplice ritratto celebrativo, ma come un’immersione estesa nella vita, nelle idee e nei film di uno dei più importanti autori italiani. L’opera è stata scelta dalla Mostra del Cinema di Venezia 2026 per la sezione Venice Open – Films on Films, fuori concorso, trasformando il rapporto tra due generazioni di cineasti in un vero evento culturale.

Luca Guadagnino dedica un film di sette ore a Bernardo Bertolucci: Joie de vivre a Venezia

Fonte immagine: labiennale.org

Un titolo che viene dal lessico di Bertolucci

Joie de vivre è un’espressione particolarmente legata a Bertolucci: indica la leggerezza capace di rendere bella l’esistenza, ma anche il piacere fisico e intellettuale di fare cinema. Guadagnino parte da questa idea per costruire un’opera che intreccia esperienza personale, memoria cinefila e testimonianze. Il regista ha raccontato che il progetto nasce dal suo amore per film come Novecento, Ultimo tango a Parigi e L’ultimo imperatore, opere molto diverse tra loro ma unite da un’ambizione visiva e sentimentale fuori scala.

Luca Guadagnino dedica un film di sette ore a Bernardo Bertolucci: Joie de vivre a Venezia

Fonte immagine: ansa.it

Perché il documentario dura sette ore

La lunghezza non è soltanto una curiosità da festival. La versione presentata a Venezia è pensata come un percorso ampio, capace di lasciare spazio a materiali d’archivio, conversazioni, frammenti di film e riflessioni sulla cinefilia del Novecento. Il Director’s Cut viene proposto in due parti: la prima è stata programmata l’8 settembre 2026, mentre la seconda arriva il 9 settembre. La struttura divisa consente di affrontare il film come una maratona, ma anche come due capitoli di un unico grande racconto.

Il cuore del progetto sembra essere proprio la possibilità di rallentare. Invece di condensare una carriera complessa in un’ora e mezza, Guadagnino può seguire le traiettorie artistiche di Bertolucci, le sue contraddizioni e il modo in cui i suoi film hanno dialogato con la politica, il desiderio, la storia e il potere delle immagini. La Mostra presenta l’opera come una riflessione fatta di appunti, pensieri, parole, volti e visioni: una forma libera, più vicina al montaggio associativo che alla biografia lineare.

Un dialogo tra due registi italiani

Il film funziona anche come incontro tra due sguardi. Bertolucci appartiene alla generazione che ha portato il cinema italiano sulla scena internazionale con opere monumentali e spesso controverse; Guadagnino è un autore contemporaneo abituato a muoversi tra cinema d’autore, produzioni internazionali e immaginario pop. Il legame non viene raccontato come una semplice eredità, ma come una conversazione a distanza. Guadagnino osserva Bertolucci da ammiratore e da regista, cercando nel suo cinema non una lezione da ripetere, ma una libertà da interrogare.

Luca Guadagnino dedica un film di sette ore a Bernardo Bertolucci: Joie de vivre a Venezia

Fonte immagine: ansa.it

Per orientarsi dentro Joie de vivre, il punto di partenza resta la filmografia di Bertolucci. Novecento rappresenta il respiro storico e collettivo, Ultimo tango a Parigi la frattura scandalosa e intima, L’ultimo imperatore la dimensione internazionale e spettacolare. Ma il documentario non sembra limitarsi ai titoli più celebri: l’obiettivo è restituire un autore nella sua interezza, compreso il rapporto con gli amici, i collaboratori e gli spettatori che hanno seguito il suo percorso. È il ritratto di un artista, ma anche di un modo ormai scomparso di vivere il cinema.

La première alla Mostra di Venezia 2026

La scelta di Venezia non è casuale. Joie de vivre arriva in una sezione dedicata ai film che riflettono sul cinema e viene proiettato fuori concorso, in un contesto che valorizza la memoria della Mostra e il dialogo tra generazioni. Il debutto festivaliero conferma inoltre la vocazione internazionale del progetto: il documentario è prodotto da MeMo Films e ha attirato l’interesse di HanWay Films per la distribuzione sui mercati esteri. Per Guadagnino, il Lido diventa così il luogo ideale per presentare un’opera personale e insieme profondamente italiana.

Luca Guadagnino dedica un film di sette ore a Bernardo Bertolucci: Joie de vivre a Venezia

Fonte immagine: deadline.com

Per ora, il valore dell’operazione è soprattutto cinematografico e festivaliero: non un film da consumare distrattamente, ma un’esperienza pensata per chi vuole attraversare la storia del grande schermo con tempi dilatati. La durata può intimidire, e proprio per questo Joie de vivre sembra rivolgersi a un pubblico disposto a lasciarsi guidare da associazioni, ricordi e immagini. Chi segue il cinema d’autore, le novità da Venezia e gli appuntamenti di cultura nelle selezioni di stasera in TV trova qui un titolo destinato a far discutere ben oltre il festival.

Per il quadro completo, consulta la guida aggiornata dei programmi TV di stasera.

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Dettagli

  • Regia: Luca Guadagnino
  • Cast: Bernardo Bertolucci, materiali d’archivio e testimonianze
  • Aggiornato il: 9 Settembre 10:40
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