Cronaca di un crimine su Rai 2: orario e storia del “Barbablù del Tevere” il 18 settembre 2026

Cronaca di un crimine

Cronaca di un crimine

Rai 2

Il documentario dedicato a Cesare Serviatti torna in seconda serata dopo il rinvio della settimana precedente.

Su Rai 2, venerdì 18 settembre 2026 alle 23.25, torna Cronaca di un crimine, il documentario dedicato a Cesare Serviatti, passato alla storia come il “Barbablù del Tevere”. Il programma era stato annunciato per la settimana precedente, ma il palinsesto lo ha fatto slittare per lasciare spazio a uno speciale dedicato a Emma Bonino. La nuova collocazione è in seconda serata e riporta al centro una vicenda di cronaca nera ambientata nell’Italia tra gli anni Venti e Trenta.

Cronaca di un crimine torna stasera su Rai 2 dopo il rinvio: il caso del “Barbablù del Tevere”

Fonte immagine: otticheparallelemagazine.com

Orario e motivo del rinvio

Al centro del racconto c’è Cesare Serviatti, figura criminale legata a una serie di delitti maturati tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta. I giornali dell’epoca lo indicarono con il soprannome di “Barbablù del Tevere”, mentre un’altra definizione rimasta nella memoria è quella di “omicida degli annunci matrimoniali”. Il documentario ricostruisce il meccanismo con cui l’uomo avrebbe avvicinato donne sole e lavoratrici, trasformando una promessa di matrimonio in uno strumento di adescamento.

Il caso di Cesare Serviatti

La ricostruzione prende avvio dal ritrovamento di tre valigie contenenti i resti smembrati di una donna, individuate nel novembre del 1932 su convogli ferroviari collegati a Roma e Napoli. Gli accertamenti portarono all’identificazione della vittima: Paola Gorietti, 39 anni, impiegata come collaboratrice domestica presso una famiglia della borghesia romana. La sua storia, raccontata attraverso il contesto sociale dell’epoca, diventa il punto d’ingresso per seguire un’indagine destinata a rivelare una vicenda più ampia rispetto al singolo delitto.

La pista investigativa non resta confinata alla capitale. Le informazioni sul caso collegano la vicenda di Serviatti al Lazio, alla zona costiera, a La Spezia e alla Campania. Gli annunci matrimoniali rappresentano il filo conduttore della ricostruzione: erano il canale attraverso cui il futuro assassino selezionava le proprie vittime, sfruttando aspettative private e fragilità economiche in un periodo segnato da forti disuguaglianze sociali.

Una storia di cronaca nera oltre il fatto criminale

Cronaca di un crimine non presenta il caso soltanto come una sequenza di delitti. La ricostruzione mette in evidenza il modo in cui i pregiudizi e le convenzioni dell’epoca contribuirono a isolare le vittime, lasciandole più esposte alla manipolazione. Il progetto collega così la cronaca nera alla riflessione sulla violenza di genere.

Cronaca di un crimine torna stasera su Rai 2 dopo il rinvio: il caso del “Barbablù del Tevere”

Fonte immagine: ansa.it


Il taglio è quello di una ricostruzione storico-giornalistica, con attenzione alle indagini e alle prime tecniche investigative utilizzate per collegare episodi diversi. La vicenda di Paola Gorietti permette di seguire il lavoro degli inquirenti e di osservare come i giornali trasformarono il caso in un racconto pubblico dai toni sensazionalistici.

Regia, produzione e chiavi di lettura

Il documentario è firmato da Fabrizio Silvestri, che risulta anche autore della sceneggiatura insieme a Walter Garibaldi. La produzione è associata a Rose Production e Rai Documentari, con una costruzione pensata per alternare ricostruzione dei fatti, analisi del contesto e attenzione alla prospettiva della vittima. La scelta di tornare sugli anni Trenta non ha soltanto un valore d’archivio: consente di mostrare come il linguaggio della cronaca abbia contribuito a definire la reputazione dei protagonisti.

Il nodo più interessante riguarda il contrasto tra la notorietà attribuita all’assassino e lo spazio lasciato alla donna uccisa. Il soprannome con cui Serviatti è stato ricordato appartiene alla tradizione della cronaca spettacolarizzata, mentre la storia di Paola Gorietti restituisce concretezza a una vittima che rischiava di restare soltanto un nome negli atti. Il documentario sposta così l’attenzione dal personaggio criminale alle condizioni sociali che resero possibile l’inganno, dentro una società ancora segnata da rigide gerarchie.

Dopo la trasmissione televisiva, il documentario è indicato come disponibile anche su RaiPlay. La prospettiva documentaria riporta così al pubblico generalista il caso del “Barbablù del Tevere”.

Per il quadro completo, consulta la guida aggiornata dei programmi TV di stasera.

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Dettagli

  • Emittente: Rai 2
  • Aggiornato il: 18 Settembre 10:28
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