Mentana, futuro in bilico a La7: il contratto con Cairo e la richiesta di una rete più pluralista

Il direttore del TG LA7 torna a mettere in discussione la permanenza nella rete: decisivi la linea editoriale e il rinnovo di fine 2026.

Al 24 agosto 2026, Enrico Mentana non ha annunciato ufficialmente le dimissioni da La7, ma ha riaperto con forza la partita sul proprio futuro. Dal palco del festival Una Montagna di Libri, a Cortina d’Ampezzo, il direttore del TG LA7 ha indicato due strade: una rete capace di parlare a un pubblico più largo oppure la possibilità di “fare altro”. Il suo contratto risulta in scadenza il 31 dicembre 2026 e, proprio per questo, la dichiarazione arriva in un momento delicato per i rapporti con Urbano Cairo.

La7, Mentana medita l’addio: “Basta sceneggiate napoletane”. Le condizioni a Cairo per restare (altro ultimatum)

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La frase che riapre il caso

Il passaggio più duro riguarda la struttura dei talk della rete. Mentana ha contestato una televisione nella quale, a suo giudizio, si ascolta soprattutto una parte politica, mentre gli esponenti dell’altra parte arrivano in studio senza un confronto davvero equilibrato. Da qui l’immagine delle “sceneggiate napoletane”, accompagnata dal riferimento ironico a Italo Bocchino e al ruolo del cosiddetto guastafeste. Non è una semplice battuta estiva: il direttore ha trasformato una critica alla linea editoriale in una condizione per immaginare la propria permanenza.

La7, Mentana medita l’addio: “Basta sceneggiate napoletane”. Le condizioni a Cairo per restare (altro ultimatum)

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Il nodo, quindi, non sembra essere soltanto economico o contrattuale. Mentana ha già sostenuto nei mesi scorsi che La7 venga percepita come una rete fortemente schierata contro il governo di Giorgia Meloni. Urbano Cairo ha respinto questa lettura, ricordando che il canale ha sempre ospitato voci critiche verso chi governa, ma negando l’idea di una televisione dominata da posizioni estreme. Il confronto tra editore e direttore si concentra così sull’identità della rete: pluralismo reale per Mentana, autonomia editoriale già garantita secondo Cairo.

Il vero punto della trattativa

La condizione espressa da Mentana può essere letta come una richiesta di allargamento del perimetro televisivo di La7. Non chiede semplicemente di conservare il proprio spazio, ma di evitare che il pubblico riconosca la rete come un luogo prevedibile, frequentato sempre dagli stessi interlocutori e dalle stesse opinioni. Il riferimento a qualcosa “che possano vedere tutti” mette al centro ascolti, credibilità e capacità di confronto. È un ragionamento editoriale, prima ancora che personale, e coinvolge l’intera offerta informativa del canale.

Sul piano pratico, la situazione resta aperta. Le ricostruzioni pubblicate indicano che il contratto di Enrico Mentana con La7 scade il 31 dicembre 2026. Nei palinsesti della stagione 2026-2027 il giornalista è ancora previsto alla guida del TG LA7, ma la presenza nella programmazione non equivale automaticamente a un rinnovo oltre la scadenza. È questa la zona grigia che rende pesanti le sue parole: la collaborazione continua nel breve periodo, mentre il futuro del direttore viene rimesso in discussione davanti al pubblico e all’editore.

Cosa può succedere dopo dicembre

Il primo scenario è una ricomposizione: Cairo potrebbe provare a trattenere Mentana con un nuovo accordo e con un impegno più visibile sulla varietà degli ospiti e dei punti di vista. Il secondo è la separazione alla fine dell’anno, se la distanza sulla linea editoriale dovesse rimanere invariata. La stampa ha evocato anche possibili opportunità esterne e il tema di una clausola di non concorrenza, ma non esiste al momento una destinazione ufficiale annunciata dal giornalista. Le ipotesi, dunque, restano subordinate alla trattativa.


È importante distinguere ciò che è stato detto da ciò che ancora non c’è. Non risultano, nelle ricostruzioni disponibili, una lettera di dimissioni, un accordo già firmato con un’altra emittente o un nome ufficiale per sostituire Mentana alla direzione del TG LA7. L’espressione “ultimatum” descrive quindi il peso politico e mediatico delle sue parole, non una scadenza formale resa pubblica. Il messaggio, però, è concreto: senza un cambiamento percepibile nella rete, il rinnovo non può essere considerato scontato.

La7, Mentana medita l’addio: “Basta sceneggiate napoletane”. Le condizioni a Cairo per restare (altro ultimatum)

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Per La7 la vicenda vale molto più del destino di un singolo direttore. Mentana è il volto delle grandi serate elettorali e il riferimento del TG LA7, mentre Cairo deve decidere se difendere l’identità costruita dalla rete o correggerne la percezione pubblica. Per il giornalista, invece, restare avrebbe senso soltanto dentro un progetto meno chiuso e più competitivo sul piano del confronto. La discussione proseguirà nei prossimi mesi, mentre il pubblico potrà seguire l’evoluzione del caso anche attraverso la sezione stasera in TV di StaseraInTV.tv.

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  • Aggiornato il: 24 Agosto 10:25
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