Viale Mazzini attiva il Comitato etico ma esclude audit. M5S protesta
Rai e Report, l’istruttoria su Ranucci: cosa significa il Comitato etico e perché l’audit non parte

Viale Mazzini sceglie la strada della verifica interna sul metodo di Report, ma per ora non apre un audit formale: ecco cosa succede davvero.
Il caso Ranucci entra in una nuova fase. Nella giornata di lunedì 20 luglio 2026 la Rai ha annunciato l’avvio di attività istruttorie sul lavoro del giornalista e sui profili legati a Report, dopo gli elementi emersi nell’inchiesta giudiziaria sull’attentato contro di lui. La scelta di Viale Mazzini non coincide però con l’apertura di un audit aziendale completo: per il momento il dossier passa alla Commissione per il Codice Etico, chiamata a verificare eventuali violazioni delle regole interne.

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Che cosa ha deciso la Rai
La formula utilizzata dalla Rai è importante: l’amministratore delegato ha dato impulso alla Commissione per il Codice Etico, che nei prossimi giorni dovrà svolgere le proprie verifiche istruttorie. Non si tratta di una sentenza né di un’accusa già dimostrata, ma di un accertamento interno sui comportamenti, sulle procedure e sui rapporti professionali eventualmente coinvolti. L’organismo dovrà quindi ricostruire i fatti e valutare se siano stati rispettati i principi fissati dal Codice Etico Rai, senza sovrapporsi alle attività della magistratura.

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Il nodo più delicato riguarda l’audit. Le ricostruzioni giornalistiche spiegano che una verifica aziendale più ampia potrebbe richiedere un’autorizzazione della Procura, proprio per evitare interferenze con l’indagine in corso. Per questo oggi la posizione più corretta è parlare di audit rinviato, non cancellato: la Rai non lo ha avviato nella fase attuale, ma non esclude di farlo successivamente se emergeranno elementi che ne rendano necessaria l’attivazione. Il Comitato etico rappresenta dunque il primo passaggio, con un perimetro più prudente.
Nel mirino il metodo di Report
Secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, la verifica potrebbe concentrarsi sul metodo di lavoro della trasmissione, sulla gestione delle fonti e sulle collaborazioni che avrebbero accompagnato alcune inchieste. Il tema non è quindi soltanto la posizione personale di Ranucci, ma il funzionamento della redazione e l’eventuale presenza di condizionamenti esterni nella costruzione dei servizi. Le indiscrezioni hanno richiamato anche il sospetto che alcune puntate possano essere state ispirate da interessi politici o personali, ipotesi che il giornalista ha respinto con decisione.
Ranucci, raggiunto per un commento, ha reagito definendosi “tranquillissimo” e difendendo il lavoro di Report. Il conduttore ha ricordato che la trasmissione avrebbe già affrontato in passato verifiche sul trattamento delle fonti, citando i casi Autogrill e Tosi, e ha rivendicato il rigore della squadra. La sua linea è netta: l’istruttoria non deve trasformarsi in una delegittimazione preventiva del programma, soprattutto mentre la redazione continua a essere identificata dal pubblico con il giornalismo investigativo della Rai.

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Sul fronte politico, il Movimento 5 Stelle ha contestato l’iniziativa della Rai e ha letto l’apertura delle verifiche come un passaggio potenzialmente problematico per l’indipendenza editoriale della trasmissione. La protesta si inserisce in un confronto già acceso attorno a Report, dopo le polemiche sulle repliche estive e sulle decisioni aziendali riguardanti la presenza del programma nei palinsesti. Il punto sollevato dal M5S è soprattutto istituzionale: controllare il rispetto delle regole è legittimo, ma farlo senza creare pressioni sul lavoro giornalistico resta la vera sfida.
Il significato della decisione dipenderà ora da come verrà condotta l’istruttoria. Se la Commissione per il Codice Etico lavorerà su fatti circoscritti, documenti e procedure verificabili, potrà offrire alla Rai un quadro utile senza trasformare il procedimento in un processo mediatico. Se invece il perimetro resterà indefinito, il rischio sarà alimentare nuove polemiche sul rapporto tra azienda, giornalisti e politica. Per Report la questione è particolarmente sensibile: il valore del programma dipende anche dalla fiducia del pubblico nella sua autonomia e nella solidità delle fonti.

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In sintesi, la Rai ha aperto una verifica attraverso il proprio organismo etico, ma non ha ancora avviato l’audit più ampio evocato nelle ricostruzioni. La differenza non è soltanto tecnica: indica che Viale Mazzini vuole procedere con cautela, tenendo separati l’accertamento aziendale e l’indagine della Procura. Ranucci difende Report e considera il programma meritevole di rispetto; il M5S teme invece che l’iniziativa possa indebolire una voce scomoda del servizio pubblico. I prossimi passaggi della Commissione saranno quindi decisivi per capire natura e conseguenze del caso.
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- Aggiornato il: 21 Luglio 00:21
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