Pompei: Le nuove scoperte con Alberto Angela in prima serata su Rai1 lunedì 27 maggio 2024

Pompei: Le nuove scoperte

Pompei: Le nuove scoperte

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L'appuntamento con Pompei: Le nuove scoperte è fissato per il 27 maggio alle 21.25 su Rai1 e in streaming su RaiPlay. Inoltre, presto andrà in onda un altro speciale curato da Alberto Angela, questa volta dedicato allo sbarco in Normandia.

Il 27 maggio, in prima serata su Rai1, andrà in onda “Pompei: Le nuove scoperte“, uno speciale condotto da Alberto Angela che promette di svelare le recentissime scoperte archeologiche avvenute nel celebre parco archeologico. Questa puntata speciale del format “Meraviglie“, prodotta da Rai Cultura in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei e il Ministero della Cultura, utilizza una tecnica innovativa di ripresa chiamata piano sequenza per mostrare gli scavi e il lavoro degli archeologi in modo inedito.

Pompei: Le nuove scoperte in prima serata su Rai 1 con Alberto Angela, lunedì 27 maggio 2024

Pompei: Le nuove scoperte in prima serata su Rai 1 con Alberto Angela, lunedì 27 maggio 2024

Una tecnica di ripresa unica per un documentario che fa luce sulla storia di Pompei

Durante una conferenza stampa, Alberto Angela ha illustrato i dettagli del progetto, spiegando l’uso del piano sequenza, una tecnica che permette di girare l’intero documentario come se fosse una scena unica di quasi tre ore, senza tagli o interruzioni. “Avrete la sensazione di esplorare come se foste con me, vi prendo per mano“, ha dichiarato Angela. Questa tecnica ha richiesto un notevole sforzo organizzativo e fisico, con Angela che ha percorso oltre tre chilometri all’interno degli scavi di Pompei, sempre seguito da una telecamera dotata di un sistema di stabilizzazione. Tre diversi operatori si sono alternati dietro la telecamera, senza mai interrompere le riprese.

Per migliorare la visuale di alcuni punti, la telecamera veniva sollevata da una gru magnetica fino a otto metri di altezza, mantenendo sempre la continuità del piano sequenza. Questo approccio ha richiesto giorni di prove e una pianificazione meticolosa. “Abbiamo fatto giorni e giorni di prove, poi siamo arrivati ad avere solo un lunedì, martedì e mercoledì per girare”, ha spiegato Angela, aggiungendo che le riprese sono state completate in due tentativi, nonostante le previsioni meteo avverse.

Uno sguardo dietro le quinte

Oltre a mostrare le nuove scoperte, il programma ha l’obiettivo di rivelare il dietro le quinte di uno scavo archeologico. “Volevamo mostrare non solo la bellezza, ma anche il lavoro: l’archeologia non è un bel vaso in vetrina ma anche tutto quello che accade prima“, ha precisato Angela. Il conduttore ha sottolineato l’importanza del contributo dei giovani archeologi, il cui lavoro spesso resta nell’ombra. Con 28 cantieri attivi, di cui 10 di scavo, Pompei è uno dei siti archeologici più dinamici al mondo, dove le scoperte emergono continuamente, richiedendo aggiornamenti costanti ai testi del programma. Alberto Angela ha ribadito l’importanza di imparare dal passato per comprendere il presente e decifrare il futuro. “Serve per capire il presente e decifrare il futuro”, ha affermato, sottolineando l’orgoglio per aver realizzato un progetto così ambizioso. In un anno in cui la Rai celebra il suo 70° anniversario, Angela spera che “Pompei: Le nuove scoperte” diventi un “longseller”, un documentario che possa essere visto e rivisto nel tempo.

Durante lo speciale, il pubblico avrà la possibilità di esplorare l’antica città di Pompei e accedere a cantieri ancora chiusi al pubblico. Verranno mostrati in anteprima i reperti recentemente portati alla luce, offrendo uno sguardo esclusivo su aspetti inediti di quel mondo antico. Scritto da Alberto Angela insieme a Fabio Buttarelli, Vito Lamberti ed Emilio Quinto, e curato da Alessia Casaldi e Sara Signoretti, il programma è diretto da Gabriele Cipollitti con la produzione esecutiva di Caterina Del Papa e il capo progetto Anna Maria Tiberi.

Il programma esplorerà il Parco Archeologico di Pompei lungo un itinerario che attraversa l’antica città, fino ai cantieri ancora chiusi al pubblico dove archeologi e ricercatori continuano a scavare. Gli spettatori potranno vedere i reperti recentemente portati alla luce e accedere a aree fino ad oggi sconosciute, rivelando dettagli inediti di quel mondo antico.

La trasmissione, unica nel suo genere, seguirà Alberto Angela mentre percorre diversi chilometri a Pompei, fermandosi in luoghi, case e scavi, e intervistando archeologi, studiosi e restauratori. La realizzazione del documentario con questa nuova tecnica è stata una sfida per tutti, data la necessità di dover girare senza errori, essendoci una telecamera che ha seguito Angela per tutta la durata delle riprese per dare l’effetto di continuità, come se lo spettatore stesse facendo il tour insieme al conduttore.

Alcune curiosità sulla Pompei antica

Nei documentari su Pompei, si vede sempre il Vesuvio sullo sfondo, suscitando domande su come gli abitanti fossero così tranquilli davanti a un vulcano così grande. In realtà, all’epoca non esisteva un vulcano come lo conosciamo oggi. Al posto del Vesuvio c’era un monte di bassa altitudine, un vulcano inattivo da generazioni. Ricoperto di boschi, i Romani, privi delle conoscenze scientifiche moderne, ignoravano la sua natura vulcanica. Per loro, quel monte non rappresentava un pericolo.

La serenità degli abitanti di Pompei era dovuta all’ignoranza sulla reale natura del monte. I Romani non potevano immaginare che il vulcano potesse risvegliarsi con violenza. L’assenza di eruzioni recenti e l’aspetto pacifico del monte li manteneva all’oscuro del pericolo imminente. Un’altra curiosità riguarda l’eruzione del Vesuvio: a Pompei non arrivò mai una sola goccia di lava. L’eruzione del 79 d.C. fu caratterizzata da valanghe di gas roventi, ceneri e lapilli che seppellirono la città, ma la lava non raggiunse mai l’insediamento. Questo differenzia l’eruzione del Vesuvio da quelle di altri vulcani.

Queste nuove informazioni modificano la comprensione della storia di Pompei e del Vesuvio. La percezione errata del vulcano e la natura dell’eruzione rivelano quanto la realtà fosse diversa da ciò che spesso viene rappresentato nei documentari. Conoscere questi dettagli permette di apprezzare meglio la complessità della storia e la tragedia di Pompei.

Dettagli

  • Emittente: Rai 1
  • Aggiornato il: 26 Maggio 08:50